Per viaggiare non è sempre necessario uscire dalla propria terra, a volte è sufficiente osservarla con occhi diversi e percorrerla attraverso nuovi itinerari, per scoprirne un volto sconosciuto e affascinante…
Dal 19 al 27 maggio 2009, in concomitanza con la Settimana Europea dei Parchi, L’agenzia Nebrodi&olie di Capo d’Orlando, soggetto aderente alla Rete Nebrodi Outdoor (il circuito dei servizi di turismo sostenibile coordinato dal Parco dei Nebrodi) ha realizzato la traversata a piedi dei quattro Parchi Siciliani: Madonie, Nebrodi, Etna e Alcantara.
Un gruppo ha percorso tutto l’itinerario – per un totale di oltre 100 km – e vari escursionisti si sono aggregati giorno per giorno, per condividere le singole tappe. È stata un’esperienza affascinante all’insegna della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L’ambiente, il protagonista assoluto del nostro viaggio, è stato rispettato e ammirato grazie alla condizione privilegiata di “camminatori” e tutti gli spostamenti necessari dal punto di vista logistico, sono stati realizzati con mezzi di trasporto di gruppo. La dimensione sociale è stata esaltata grazie all’affiatamento creatosi tra i diversi escursionisti, che lungo la strada si sono confrontati e arricchiti vicendevolmente e che hanno avuto modo di sperimentare la proverbiale ospitalità siciliana, durante i soggiorni presso le strutture ricettive dei centri attraversati, i cui abitanti si sono lasciati coinvolgere e hanno coinvolto in maniera vitale e affettuosa i visitatori. Infine bisogna considerare un importantissimo obbiettivo di questo viaggio: l’attenzione all’economia locale. La realizzazione del trekking ha visto la collaborazione di numerose realtà territoriali, quali strutture ricettive, esercizi di ristorazione, centri di produzione di prodotti tipici, fornitori di servizi, associazioni ambientaliste…
La parola ai camminatori:
Abbiamo attraversato paesaggi favolosi, boschi lussureggianti, ampie aree pascolive, costeggiato torrenti impetuosi e specchi d’acqua d’alta quota, ci siamo ristorati presso le freschissime fontane, ammirato incantevoli campi di orchidee selvatiche e splendide peonie a bordo dei sentieri, sostato sotto faggi e cerri monumentali, osservato numerosi insediamenti rurali e pastorali, pernottato in graziose strutture di montagna, scalato i vulcanetti dei Monti Sartorius sull’Etna, circondati dalle Betulle e dai Pini larici, ci siamo rinfrescati nelle gelide acque dell’Alcantara…
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Per info, appuntamenti, orari e costi: Nebrodi&olieViaggi e Turismo tel 0941913224 email info@nebrodieolie.it
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A partire da € 500,00 / persona (con prima tappa sui Nebrodi)
A partire da € 600,00 / persona (con prima tappa sulle Madonie)
1° giorno: Martedì 19 maggio 2009.
Arrivo e trasferimento a Castelbuono.
Il rifugio Crispi di Piano Sempria.
Il gruppo di escursioniste che percorrerà a piedi l’intero itinerario, giunge all’aeroporto di Palermo da diverse destinazioni (Milano, Verona, Cagliari). Le accogliamo e nel pomeriggio ci trasferiamo a Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie. Cena e pernottamento sono presso il caratteristico Rifugio Crispi, situato a circa 1200 m s.l.m. a Piano Sempria, base dei principali itinerari escursionistici delle Madonie. Il rifugio è gestito dal CAS (Club Alpino Siciliano). Rimane il tempo per una breve passeggiata nei dintorni. La prima serata è dedicata alla distribuzione dei materiali informativi e cartografici predisposti dall’agenzia, allo studio degli itinerari consigliati per il giorno dopo e alla saporitissima cena di montagna.
2° giorno: Mercoledì 22 maggio 2009.
Escursione lungo il sentiero degli agrifogli giganti e lungo il vallone Maria degli angeli.
Il Parco delle Madonie, gli ampi pianori, gli agrifogli e l’Abies nebrodensis.
La giornata di preannuncia splendida e così si parte presto per le escursioni tanto attese. Dopo un’abbondante colazione al rifugio, forniti di acqua e di pranzo a sacco, ci si inoltra lungo il famoso sentiero degli agrifogli giganti, che giunge fino a Piano Pomo per poi inerpicarsi in alta quota fino a Cozzo Luminario e alla Croce di Monticelli, da cui si gode di un panorama favoloso in alta quota.
Nel pomeriggio, dopo un breve incontro con alcuni rappresentanti dell’Ente Parco delle Madonie, che ci donano libri e materiale promozionale, ci spostiamo a Polizzi Generosa, lungo il Vallone Santa Maria degli Angeli, attraverso un itinerario che in circa 8 km, permette di osservare una specie endemica di enorme importanza: l’ Abies nebrodensis, un abete presente allo stato naturale solo ed esclusivamente in questa piccolissima area della Sicilia. I singoli alberi sono protetti e individuati da tabelle numerate. L’Abies è oggetto di un progetto di salvaguardia e ridiffusione. Gli esemplari (una trentina in tutto), crescono anche in condizioni estreme, persino sulle pietraie e lungo i versanti completamente scoperti. Dopo una giornata stupenda, ma impegnativa, un’ottima cena al rifugio e un sonno ristoratore sono una degna conclusione.
3° giorno: Giovedì 21 maggio 2009.
Prima tappa della Dorsale dei Nebrodi: Serro Merio – Portella dell’Obolo.
L’ingresso nel territorio del Parco dei Nebrodi è all’insegna dell’accoglienza.
Ci apprestiamo a lasciare il Rifugio molto presto, poiché ci aspetta il trasferimento nel territorio del Parco dei Nebrodi. Per cui alle prime luci dell’alba facciamo colazione e poi partiamo.
Lungo tutta la nostra permanenza nel Parco ci è stata garantita l’assistenza del personale dell’Ente, che oltre a fornire materiale informativo per gli escursionisti, ha curato anche il sopralluogo per verificare la fruibilità di tutto il percorso.
La “Dorsale dei Nebrodi” parte in corrispondenza di Serro Merio, a pochi Km a sud di Mistretta, si inoltra immediatamente in uno splendido paesaggio e dopo circa 1 km e mezzo giunge al delizioso laghetto “Urio Quattrocchi”. I volontari della Proloco di Mistretta, da poco entrata a far parte della rete Nebrodi Outdoor, dimostrando una grande disponibilità e un interesse particolare, ci accolgono con una splendida “seconda” colazione a base di frutta fresca, succhi e the. Ci invitano a percorrere il breve sentiero che circonda il laghetto per osservare la flora acquatica e per scovare le tartarughe lacustri. Siamo fortunati. Ne troviamo una ben visibile e incontriamo anche il primo ramarro, il rettile dal corpo verde brillante e la testa di colore blu intenso.
Lasciamo i ragazzi della Proloco continuare le loro attività di educazione ambientale insieme ai bambini delle scuole di Mistretta, mentre uno di loro prosegue con noi l’escursione giornaliera.
Il primo tratto è abbastanza scoperto e la strada sterrata è circondata da ampi pascoli e macchia mediterranea. Lungo il percorso possiamo sostare presso numerose fontane, ammirare il panorama fino alla costa e sulle Isole Eolie, osservare Mistretta in lontananza… Prima di inoltrarci nel bosco di faggi, ci fermiamo per il pranzo a sacco, in corrispondenza di un edicola votiva dedicata a S. Antonio, meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli di Capizzi.
L’ultimo tratto della tappa è caratterizzato da una particolare formazione vegetale, unica nel sud Italia: il bosco di tasso, la cosiddetta “Tassita”. Il tasso (Taxus baccata) è una conifera “relitta” dell’era terziaria che si è conservata in questa area per via delle ideali condizioni climatiche.
Nel tardo pomeriggio giungiamo a Portella dell’Obolo (sede del breve ma suggestivo sentiero tematico del carbone), sulla provinciale che collega Caronia a Capizzi. La “Portella” è un valico tra due versanti montani, spesso caratterizzata dalla presenza di un crocevia. Ad accoglierci e a curare il trasferimento a Capizzi, è il gestore della struttura ricettiva che ci ospiterà.
La cena presso la trattoria “Piro” nel centro storico è decisamente superba, ricchissima e abbondante, accompagnata dagli allegri racconti della simpaticissima signora Piro e dagli aneddoti degli altri ospiti del ristorante. Una menzione speciale va alla zuppa di legumi che invito tutti a provare!
4° giorno: Venerdì 22 maggio 2009.
Seconda tappa della Dorsale dei Nebrodi: Portella Ruetto – Portella Miraglia.
L’esuberante sorgente Nocita e gli immensi panorami.
Concludiamo la nostra particolare esperienza di “Ospitalità diffusa” a Capizzi con una buona colazione in un bar del centro, salutati affettuosamente da diversi abitanti del posto, incuriositi dalla presenza tanto insolita di escursionisti che attraversano la Sicilia a piedi. Veniamo accompagnati a Portella Ruetto, ingresso del secondo tratto della Dorsale dei Nebrodi. Lungo l’itinerario incontriamo un’area attrezzata che verrà inaugurata a breve, diversi insediamenti rurali e la sorgente Dugo.
La prima sosta importante è presso l’area attrezzata di Nocita al cui interno ci rinfreschiamo all’esuberante sorgente Nocita, un getto d’acqua fresco e potentissimo. Proseguiamo fino alla caserma Mafauda e poi ci inoltriamo nuovamente nelle faggete. Pranziamo a sacco in corrispondenza di portella del ceramese.
Nel pomeriggio il sentiero ci conduce attraverso i boschi per poi sfociare in aree pascolive e zone aperte con Monte Soro e l’Etna all’orizzonte.
La tappa di conclude a Sella Maria, in corrispondenza della quale la dorsale intercetta la strada statale 289 (S. Fratello – Cesarò). Ci spostiamo fino a Portella Miraglia e ci sistemiamo nel famoso rifugio di Villa Miraglia, immerso nel bosco.
Gustiamo un’ottima cena a base di prodotti tipici e ci riposiamo nelle deliziose stanze arredate con gusto particolare.
5° giorno: Sabato 23 maggio 2009.
Terza tappa della Dorsale dei Nebrodi: P.lla Miraglia/P.lla Calacudera – P.lla Dagara/P.lla Mitta/S.Domenica Vittoria.
Lungo la via dei laghi circondati dalle cime più alte.
Al mattino veniamo raggiunti a colazione da un nutrito gruppo di escursionisti che, approfittando del fine settimana, si aggregano per la tappa più impegnativa ma al contempo più affascinante dell’intero percorso che costeggia ben 5 laghi d’alta quota e diverse zone umide effimere, snodandosi alla base di Monte Soro, la cima più alta dei Nebrodi, e affiancando il massiccio delle Rocche del Crasto (sede di nidificazione di aquile e grifoni) e che nel contempo si avvicina al maestoso vulcano, attraversando boschi lussureggianti e prati invasi da coloratissime orchidee selvatiche e profumatissimi fiori di campo.
Il gruppo numeroso si affiata immediatamente e giunge in fretta al lago Maulazzo, immerso nella faggeta di Sollazzo verde. Percorrendo altri 6 km si arriva a quello che è considerato uno dei simboli del Parco: il Biviere di Cesarò. Il lago di offre una cartolina di impareggiabile bellezza, con i faggi che si specchiano nelle sue acque e l’Etna alle spalle. Una sosta al ricco fontanile di “Acqua fridda” è d’obbligo. La dorsale prosegue intercettando diversi itinerari secondari che conducono a Militello Rosmarino, Alcara li Fusi, Longi e Galati Mamertino. A Portella Scafi inizia invece il sentiero escursionistico del bosco di Mangalaviti.
La camminata è molto piacevole e divertente, si chiacchiera, si scherza, ci si confronta e ci si sostiene a vicenda nei tratti più faticosi.
Pranziamo presso Sorgente Balestra, un fresco getto d’acqua che scaturisce dalla roccia.
Nel pomeriggio il percorso prosegue in uno dei boschi più fitti fino ad uscire in corrispondenza di un ampio pianoro con vista sulle Isole Eolie.
Giungiamo ai bivi per i laghi Cartolari e Trearie (il primo ben visibile dalla strada sterrata) e ci fermiamo presso il prato più bello che ci sia capitato di incontrare in questi giorni: sono milioni le orchidee selvatiche di varie specie che colorano il paesaggio e ci lasciano incantati.
Giungiamo fino a Portella Dagara. Gli 8 km che ci separano da Portella Mitta (punto conclusivo della Dorsale sulla strada statale 116 Capo d’Orlando-Randazzo) li percorriamo con il minibus che ci accompagna anche fino a Santa Domenica Vittoria, presso l’Agrihotel da Marianna, dove ceneremo ottimamente e dormiremo.